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La Seta: Regina delle fibre

Quando Dario III si arrese ad Alessandro Magno, era vestito con abiti di seta così splendidi che il vincitore richiese tonnellate di seta preziosa come bottino di guerra.

La seta è per eccellenza considerata la fibra più affascinante e preziosa, simbolo di eleganza.

Le sue origini risalgono ad almeno cinquemila anni fa. Si racconta che sia stata l'imperatrice cinese Xi Ling Shi, moglie quattordicenne dell'imperatore Huang-Ti, a scoprire le potenzialità di questa fibra tessile e ad inventare il primo strumento per la filatura della seta. Inizialmente le vesti di seta erano riservate agli imperatori cinesi, ma il loro uso si estende gradualmente a più ampi strati sociali ai paesi al di fuori della Cina.

I cinesi stabilirono un commercio molto redditizio con l'Occidente. È noto che presso la corte nell'antica Persia si facesse uso di seta cinese, disfatta e nuovamente tessuta secondo i tipici disegni persiani.

Si narra che quando Dario III si arrese ad Alessandro Magno, fosse vestito con abiti di seta talmente splendidi da indurre il vincitore a richiedere come bottino di guerra tonnellate di preziosissima seta.

La seta: il bene di lusso più ambito da Oriente ad Occidente

Le carovane portavano la seta a dorso di cammello dal cuore dell'Asia a Damasco in Siria, il punto d'incontro commerciale fra Oriente e Occidente.

La seta divenne un genere di lusso molto apprezzato anche in Grecia e poi a Roma. Giulio Cesare pretese per decreto che la seta fosse destinata esclusivamente al suo uso personale e alle toghe dei suoi ufficiali; ma, nonostante l'ordine perentorio, l'uso di questa fibra pregiata si diffuse ampiamente tra i ceti abbienti.

I capi di abbigliamento di seta diventarono rapidamente un bene di lusso ambito e relativamente diffuso in tutte le aree raggiunte dai mercanti cinesi a causa della loro leggerezza e della loro bellezza. Solamente nel 550 d.C., attraverso l'impero Bizantino, la seta fu importata in Italia da monaci inviati dell'imperatore Giustiniano per stringere contatti commerciali con le nazioni dell'estremo Oriente.

Si narra che trafugarono semi di gelso e uova di bachi da seta nascondendoli nel fondo di alcune canne di bambù. Da allora il monopolio cinese di questo tessuto ebbe fine. Inizio così un periodo particolarmente prolifico per i filati italiani. Solamente nel XII e XIII secolo iniziò l'allevamento e la lavorazione della seta che raggiungerà il suo apice dal 400 al 600 in Toscana, Emilia, Veneto, e Lombardia.

In Lombardia il duca Ludovico Sforza obbligò i contadini a piantare nei loro campi alberi di gelso. Questa sua decisione gli valse il titolo di Ludovico il Moro, dal nome della pianta di gelso, in latino “Morus nigra ” e in dialetto comasco “murun”.

Come si produce la seta

Sviluppando così? la coltura e la fabbricazione della seta, con la città di Como indiscussa capitale. Ai nostri giorni la produzione in Italia è praticamente cessata, non per la lavorazione che pone l'Italia all'avanguardia, se non per la quantità, per la qualità dei suoi prodotti. La maggiore produttrice di bozzoli è la Cina con 200.000 tonnellate annue, seguita da Giappone, India, Corea e Brasile.

La seta è prodotta da un baco, il Bombix mori, una larva che ha la capacità di originare all’interno del suo stomaco una particolare bava necessaria per confezionare un bozzolo entro il quale si racchiude per la metamorfosi. Il baco la espelle da due aperture situate ai lati della bocca, i seritteri.

Questa si solidifica a contatto con l’aria formando un sottile ma lungo filamento e, guidata con movimenti ad otto della testa, si dispone in strati formando un bozzolo di seta, costituito da un singolo filo che può raggiungere la lunghezza di 1,5 chilometri. Una volta realizzato il bozzolo necessario per la metamorfosi, si sopprime la crisalide ponendo il bozzolo in una stufa alla temperatura di 35 C (stufatura).

Successivamente si procede a cercare l’inizio della bava e si avvolge il filo tramite un aspo. Il filo microscopicamente è formato da due proteine: due fili di fibroina paralleli ricoperti da sericina.

Successivamente per rendere il filo idoneo alla tessitura si hanno altri passaggi tra i quali la principale è la sgommatura. Per utilizzare la bava a fini tessili la sericina deve essere almeno in parte eliminata, ciò si realizza durante il processo chiamato sgommatura, ossia attraverso il lavaggio del filato con acqua calda. L’allontanamento della sericina migliora la mano, la lucentezza e la flessibilità della fibra.

In base a quanta sericina si rimuove, si ricavano tre tipi di seta.

Le tipologie di seta

La seta grezza. ll filato (seta grezza), prima di passare alla tessitura, subisce una operazione di torcitura ricevendo un certo numero di giri, così ritorto viene raccolto su rocchetti. A seconda del tipo di operazioni che si effettua si ottiene il seguente tipo di seta.

Seta cruda. Ottenuta dalla seta grezza tramite lavaggio blando con acqua; ha un aspetto ruvido e lucente, simile alla seta grezza.

Seta addolcita. Ottenuta sempre dalla seta grezza con un lavaggio parziale della sericina; è leggermente più lucida della seta grezza ma rimane ruvida quasi come quest'ultima.

Seta cotta. Attraverso una completa sgommatura della seta grezza per mezzo di lavaggi alla temperatura di 90-95 C, si presenta morbidissima e brillante.

Seta caricata. La carica si effettua aggiungendo sostanze vegetali (tannini), o minerali (cloruro stannico, fosfato e silicato di sodio) oppure insieme. Con la carica la seta subisce un aumento di peso, risultando così più resistente al lavaggio e più facile da tingere.

La seta lavorata. Sottoponendo a differenti lavorazioni meccaniche vengono prodotti tre importanti filati.

L’organzino: ottenuto con due filamenti di seta, prima ritorti su se stessi in un senso, per aumentarne la resistenza, poi assieme nel senso opposto. Questo tipo di filato, essendo molto resistente, viene utilizzato per l’ordito.

Il crèpe: realizzato con due fili di seta, non ritorti su se stessi, ma fortemente ritorti tra loro utilizzando anche del vapore acqueo. Produce un tessuto di tipo ondulato con una caratteristica crespatura.

Il ritorto per trama: eseguito con pi? filamenti ma con una torsione più leggera quindi meno tenace e resistente.

I cascami: sono i residui utilizzabili provenienti dalla lavorazione della seta.

Schappe, termine francese che sta ad indicare un filato pettinato.

Shantung, proveniente dalla Cina con una superficie ruvida, con nodi, molto irregolare dovuta dalle diverse caratteristiche delle bave utilizzate.

Bourette, termine francese che sta ad indicare un filato cardato con superficie irregolare, rustica.

La seta è quindi un prodotto di origine animale naturale al 100% che possiede ottime caratteristiche. E’ infatti una cattiva conduttrice di calore ed elettricità, può assorbire acqua fino al 30% del suo peso, ha un allungamento elastico del 15-25%. E’ inoltre una fibra anallergica ed estremamente resistente. Come dimostrano i test al dinamometro, per rompere un filo di seta continuo ci vuole un filo d’acciaio tre volte più spesso.

Dai nobili del passato alla gente comune di oggi le persone di tutto il mondo sono state conquistate dall’eleganza e dalla raffinatezza della seta. Non per niente è chiamata la Regina delle fibre.

Sergio Cairati

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