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Risvolto ai pantaloni: quando e come

Se un tempo l’etichetta sartoriale prevedeva che i pantaloni coprissero per due terzi la calzatura, la regola oggi è cambiata.

Un buon punto da cui partire per capire quale lunghezza sia più giusta per ognuno, tralasciando gusti personali e tendenze del momento, è sicuramente la corporatura. Importante è tenere presente la propria altezza e fisicità.

Lunghezza dei pantaloni per un fisico longilineo

I fisici piuttosto magri e slanciati possono permettersi senza riserve dei pantaloni più corti e stretti sulle caviglie, con una lunghezza può arrivare addirittura all’altezza del malleolo lasciando in vista qualche centimetro di calzini, o gamba, in estate.

È una soluzione audace, che non si adatta al meglio ai dress code estremamente formali. Da evitare quando si tratta di colloqui di lavoro o riunioni.

Inoltre, si deve prestare particolare attenzione al colore, e soprattutto all’abbinamento delle calze da uomo. Dal momento in cui saranno sempre in vista dovranno armonizzarsi al meglio con la parte inferiore del corpo, e quindi con scarpe, calze e cintura.

Lunghezza dei pantaloni per un fisico brevilineo

I fisici più brevilinei, o quelli con un polpaccio pronunciato, dovrebbero astenersi dalle lunghezze ridotte, che hanno l’effetto di accorciare le gambe e definiscono una linea eccessivamente appesantita.

In questo caso è meglio preferire un pantalone che stando in piedi arrivi a filo della tomaia delle scarpe e copra totalmente il calzino.

Fondo dei pantaloni: quanto deve essere alto e largo?

L’altezza del risvolto dei pantaloni uomo, qualora voleste farla voi, deve essere di 4 o 5 centimetri. Evitate, quindi, di esagerare o di minimizzare, perché rischiereste solamente di sfoggiare un look fuori moda e orrendo. Nel caso in cui voleste fare il risvolto a dei pantaloni cargo da uomo o a dei jeans, seguite la stessa regola.

Per quanto riguarda infine la larghezza, non esistono misure standard o obbligatorie. C’è chi considera indicativa la misura di un diametro dai 19 ai 17,5 cm, ma nella pratica è importante che il pantalone sia sufficientemente largo da non “impigliarsi” sul polpaccio durante i movimenti e che permetta sempre al pantalone di ricadere facilmente sulla scarpa o caviglia, a seconda della lunghezza.

Breve storia del risvolto

Secondo la tradizione sarebbe stato re Eduardo VII d’Inghilterra ad avere la brillante idea di ripiegare l’orlo dei pantaloni (chiamiamoli anche calzoni) per evitare di sporcarli o di bagnarli. L’attuale moda di arrotolare i pantaloni (una sorta di risvolto fai da te) si utilizzava nei primi del sec. XX per pure e semplici ragioni pratiche. Oggi alcuni arrotolano in modo talmente eccessivo da creare un effetto “pantalone pinocchietto”.

 

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