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Seersucker

Il tempo era maledettamente caldo.

Il Seersucker è un tessuto di cotone che periodicamente troviamo nelle vetrine dei negozi nel le stagioni calde. Appropriato per i capi estivi, viene utilizzato in prevalenza per abiti, giacche sportive, camicie, pantaloni e bermuda. Venne originariamente sviluppato in India, ma il termine deriva dalla lingua urdu parlata tuttora in alcune regioni, legalmente riconosciuta dalla VII costituzione dell'India. L'urdu, ha influenze persiane, da qui il termine shiroshakar che significa "latte e zucchero".

Probabilmente la definizione venne coniata in base alla somiglianza delle sue strisce liscie e ruvide; associando al liscio la consistenza del latte, la texture ruvida e irregolare allo zucchero. Questa piacevole fresca tela di cotone ha una particolare superficie increspata. Si presenta a righe, bastoni o quadri. Inizialmente veniva realizzata alternando orditi in seta a quelli in cotone. Di conseguenza bastava bagnarla per far si che il cotone si restringesse e la seta no, creando la caratteristica stropicciatura.

Oggi, al posto della seta si usano il poliestere o una sapiente alternanza di fili tesi e laschi. Proprio questa particolare texture permette alla pelle di respirare, dato che non si appoggia completamente.

Le origini del Seersucker

Il seersucker fu portato in Europa dalla Compagnia delle Indie Inglesi nel XVIII secolo. Limitato in Inghilterra forse per il clima poco adatto, veniva utilizzato dalle classi sociali superiori durante i loro viaggi in Italia, durante i safari in Kenya o nelle lunghe vacanze nelle colonie Inglesi del nord America.

Proprio nelle famose tredici colonie inglesi ha preso piede. Inizialmente usato come tessuto per gli abiti da lavoro, veniva indossato dalla manovalanza nelle industrie della ferrovia e del petrolio.

Gli operai indossavano tute da lavoro, giacche e berretti realizzati da una pesante versione blu scuro in tessuto seersucker detto anche pucker. Proprio per la sua natura durevole e ariosa, è stato apprezzato da uomini che dovevano lavorare al fianco di locomotive calde, motori, e forni.

La principale produttrice di tute seersucker da lavoro é la “Haspel Brothers” di New Orleans. Ignorato dalle classi medie e superiori, comincia a prendere piede quando Joseph Haspel creò il primo abito wash-and-wear in tessuto seersucker nel 1909.

Si racconta che un pomeriggio Haspel si tuffò in mare con l'abito, di mostrando così ai suoi amici che il vestito si può lavare e indossare già asciutto per l'ora di cena.

Ben presto diventa un must per i gentiluomini del sud degli Stati Uniti. Tanto che il senatore Jospeh Guernery Cannon, in visita dal Presidente Roosevelt, si presenta con un abito seersuker; rompendo così il protocollo ufficiale che imponeva la classica redingote nera.

Alla domanda su cosa gli ha fatto rompere le regole del codice di abbigliamento, esclamò:

"il tempo era maledettamente caldo!"

Quando il Seersucker diventa di moda a Hollywood

Snobbato e ancora poco utilizzato, prende piede nel 1920 tra gli studenti di Princeton. Successivamente famose stars di Hollywood iniziano a portare abiti seersucker, sicché la rivista Life dedica un articolo chiarendo che è ritenuto accettabile indossare il seersucker nella parte settentrionale degli Stati Uniti. In seguito, è stato visto in eleganti resort in California e alle Bahamas, contribuendo a promuovere il suo pedigree di “hot-weather-ready suit”.

Nel corso degli anni questo tessuto traspirante, dal colore chiaro a strisce verticali conquista il virtuoso Duca di Windsor. Edoardo VIII lo indossa abitualmente per i suoi viaggi alle Bahamas o in Riviera. La sua origine povera si tramuta in brio ed eleganza. I gentiluomini andavano orgogliosi di indossare il loro abito nelle giornate più calde o nelle spiagge degli Hamptons. Il giornalista Damon Runyon in un articolo scrive: "finalmente gli uomini particolarmente ricercati hanno trovato il loro go-to summer suit” attestando che: indossare un seersucker è un distintivo di benessere.

Non ci è voluto molto tempo per vederlo spuntare nelle pellicole hollywoodiane. Gregory Peck indossava un abito Haspel in “Il buio oltre la siepe” (1962); Cary Grant in “Sciarada” (1963). Il famigerato seersucker rosa di Robert Redford nel “Il gran de Gatsby” (1974).

L'elegante vestito doppio petto in seersucker indossato da Leonardo Di Caprio nella successiva rappresentazione del Grande Gatsby dimostra che lo stile è qui per rimanere.

La gemma sartoriale del XX secolo

Nel 1996, l'ex senatore Trent Lott, ha avuto l'idea di istituire il National Seersucker Day, meglio conosciuto come Seersucker Thursday. L'intento era quello di portare un po 'di fascino e tradizione del sud a Capitol Hill, per ricordare come i senatori vestivano prima dell'avvento dell'aria condizionata e onorare questa icona della moda americana. L'evento fu temporaneamente sospeso nel 2012, ricominciando nel 2014.

In Europa non è l'ideale indossare un abito seersucker al lavoro, viene più facile metterlo per cocktail, un aperitivo o una cena informale, prediligendo il classico blu o marrone.

Se siete nuovi ad indossare questo tessuto, trovo che sia un ottimo punto di partenza cominciare con questa combinazione classica: giacca a righe blu seersucker, camicia bianca buttondown, pantalone blu navy e mocassini; ricordiamoci sempre di indossare la cintura del lo stesso colore.

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